Invidia all’italiana

imagesNon so se capita anche a voi, ma ogni volta che leggo un articolo particolarmente riuscito ed interessante penso: ma perché non è venuto in mente a me, di scriverlo? Oppure, perché non l’ho scritto io così?

Questo senso di eterna inadeguatezza deve avere a che fare con antichi complessi irrisolti e conflitti tuttora latenti, ma in buona sostanza può essere riassunto con un solo termine: invidia.

E’ l’invidia, bestia nera di tutti quanti noi, a salirci sulle spalle e farci sragionare proprio quando avremmo necessità di usare, e bene, il cervello: e ci assale all’improvviso, e non sempre, o non solo, quando guardiamo cose che vorremmo avere noi. Talvolta l’invidia si prova, come nel mio caso, per ciò che un’altra persona fa o scrive, talaltra sono le parole di ammirazione che vorremmo veder dedicate a noi. Sempre, però, l’invidia si prova per ciò che non abbiamo, che pensiamo di non avere o che abbiamo perso.

Questa tirata sopra uno dei più disdicevoli sentimenti che si possano provare è dovuta alla visione di un film appena uscito nelle sale, “L’ultima ruota del carro” di Giovanni Veronesi.
Il protagonista, Ernesto, è il classico “medioman”: mingherlino, un po’ timido, mite, attraversa 40 anni di storia italiana, e di vita, senza mai perdere l’onestà e la voglia di fare. Giacinto, l’amico maneggione e scafato, negli stessi anni riesce a sporcarsi le mani un bel po’ di più e non per disonestà od incostanza, semplicemente tentando di portare a casa, oltre alla pagnotta, anche una bella macchina, una ragazza vistosa Continua a leggere

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Lettera dalla Mauritania

In mezzo ai  tanti supposti (spesso supponenti) racconti di viaggiatori seriali, vi proponiamo il garbato resoconto di Antonella, che in Africa vive da due anni e ha voluto raccontarci qualcosa sull’esperienza  non comune che sta vivendo.

Nouakchott, Ottobre 2013

Da quando sono arrivata in Mauritania, 20 mesi fa, mi ripropongo di scrivere questa letterina, con le principali caratteristiche e curiosità sui mauritani, eccola finalmente.

Dizionario sintetico della RIM (Repubblica Islamica di Mauritania)

AAA ANTONELLA in Mauritania
Ho l’incarico di consulente nutrizionista per il Commissariato alla Sicurezza Alimentare e lavoro in un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana governativa.
Le mie attività sono soprattutto di ufficio: preparo documenti e programmi di lavoro per i mauritani che vanno nelle 3 regioni in cui si svolge il progetto (centri di nutrizione per bambini malnutriti), elaboro i dati di inchieste alimentari e le valutazioni delle attività.

Collaboro con gli educatori che svolgono attività di sensibilizzazione sull’alimentazione e sull’igiene; fanno in pratica delle riunioni con le mamme dei bambini, che sono analfabete; l’educatore presenta un argomento, mostrando immagini e stimolando la discussione; ad esempio sull’allattamento al seno fino ai sei mesi di età del bambino: si consiglia di dare solo il latte e nient’altro nei primi sei mesi, ed evitare la somministrazione di acqua, che non è potabile, o di altri alimenti non adatti, che rischiano di far venire la diarrea al bambino.

Nel progetto si realizzano anche attività per incrementare la produzione Continua a leggere

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Dieci italiani per un tedesco

Tanto temponazisti fa, durante il mese di luglio, partii con i miei genitori per la Sicilia, alla ricerca della tomba di uno zio morto in guerra.

Non fu affatto una ricerca facile, come credeva mia madre: a Catania, luogo nel quale, le sembrava di ricordare, il fratello era caduto durante un bombardamento, nessuno sapeva niente. Provammo a chiedere un po’ in giro, ma tutti avevano ricordi vaghi ed espressione perplessa: iniziavo anche un po’ a dubitare che i nostri dati fossero giusti, ed immaginavo questo zio mai visto che fuggiva verso chissà quale mondo altrove, dove magari era ancora felice.

Ricordo che avevamo scritto su un pezzetto di carta da pane il nome della località dove c’era stato lo scoppio, e che per cavar fuori dalle labbra di mia nonna quei pochi elementi che conosceva avevamo faticato parecchio, perché non ne voleva mai parlare, di quel figlio perso a vent’anni.

Poi iniziammo ad avvicinare i vecchietti del posto che si ricordavano il bombardamento e ci raccontarono qualcosa, anche se riuscivamo a seguirli con fatica per via dell’accento molto marcato ( e loro certamente pensavano la stessa cosa del nostro) “ma chissà dov’erano finiti quei ragazzi”, dicevano.
Ci mandarono in un cimitero militare intorno a Siracusa ma no, i resti erano stati traslati altrove; alla fine ci ritrovammo ad Enna, in mezzo alle montagne, proprio durante la festa del paese.

Noi ci aggiravamo intorno al comune con il nostro bigliettino, trovando ovviamente tutto chiuso, finché qualcuno andò a chiamare a casa un impiegato, che finalmente trovò il nome dello zio in un elenco e ci indirizzo’ al Sacrario della città Continua a leggere

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Per Grazia ricevuta

California 2011 084Scorcio di fine agosto, rientro moderato dalle (moderate) vacanze, esame frettoloso dei quotidiani accumulati giorno dopo giorno, mentre eravamo distratti da tutt’altro, ed è lo sconforto che ci assale, mentre la grazia dei giorni di sole sembra ormai remota.

Donne uccise, picchiate, bruciate neanche fossimo la periferia di Calcutta; eppure chissà quante di loro erano graziose compagne di grossolani energumeni. L’epilogo, già noto, delle Primavere Arabe che pure avevano fatto sperare in un momento di grazia per i rapporti fra Occidente ed Islam, e soprattutto per il conflitto fra le sue diverse anime. Le polemiche sulle vacanze di Obama o, a scelta, su quelle di Cameron, troppo lunghe e troppo costose: i giornalisti anglosassoni trattano con poca grazia le debolezze dei potenti.
E Berlusconi, la Grazia.

Più invasivo del Royal Baby a luglio, più molesto di un palpeggiatore sull’autobus, più logorante delle code sull’Autostrada dei Fiori: eppure siamo qui a parlarne.

Un paese intero tenuto sotto scacco da un’accolita di ricchi capricciosi decisi ad averla vinta, che pestano i piedi da un paio di mesi prima per intimorire, ora per vendicarsi, mentre l’anziano signore che rifiuta categoricamente di giocare a bocce in un qualsiasi prato di una qualsiasi delle sue ville si ritiene indignato per essere stato indegnamente trattato come chiunque arrivi al terzo grado di giudizio: in via definitiva.

In alternativa, e subito prima, è stata giocata la carta dell’Imu da abolire a tutti i costi, come se su quei 2-300 euro all’anno il destino delle famiglie italiane fosse davvero in gioco, ed essere graziati dal pagamento un risultato significativo. In ballo ci sono invece migliaia di super paperoni che hanno prime case intestate ad ogni membro ufficiale ed ufficioso della dinastia. Per loro sì, l’abolizione dell’Imu Continua a leggere

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Con ramponi e piccozza

ghiacciaio gelasTrekking di due giorni con partenza da San Giacomo di Entracque e pernottamento al rifugio Pagarì, traversata del ghiacciaio del Gelas il giorno successivo e discesa al rifugio Soria-Ellena. Questa era la proposta del DLF Genova per il week-end del 13-14 luglio 2013 , ho accettato quasi di slancio, me ne sono pentita due secondi dopo ma ho tenuto duro. Arriverò al rifugio, mi sono detta, quello deve essere il mio obiettivo, poi dormirò e me ne scenderò tranquillamente a valle il mattino dopo: e che ci vorrà mai?

Non conoscevo nessuno del gruppo, a parte Paola che mi ha introdotta, ed anche il DLF solo di fama, comunque non avevo mai affrontato una traversata sulla neve, quindi il timore (terrore?) di essere lo zimbello del gruppo o, peggio ancora, la zavorra era giustificato e ragionato.

E così il sabato mattina, da sola davanti al solito piazzale delle partenze a Genova, mentre inizia a piovere e tuonare, mi rendo conto che potrei imbarcarmi con uno qualsiasi dei molti gruppi che partono per la montagna. Vengo però subito intercettata da Marco Berti, già tonico e pimpante, come rimarrà per tutto il week end, che tenta di prelevare, oltre a me, anche un’ignota alpinista che voleva fare una scalata in Valle d’Aosta: la rilascerà solo dopo aver controllato le nostre effettive Continua a leggere

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Cosa ci tocca fare

imagesMaggio incolore, giugno piovoso, Confederations Cup noiosa; adesso chissà se il calciomercato ci riserverà qualche emozione, per riscattare una stagione estiva partita proprio con la marcia bassa.

Tanto per dire, oggi un link al Corriere.it elencava con dovizia di immagini le dieci cose da evitare assolutamente sotto l’ombrellone: di solito raggiungiamo tale livello nell’informazione intorno al 13 di agosto. Forse, data la situazione, hanno deciso di portarsi avanti e soprattutto di alleggerire un po’ l’atmosfera, ma dubito siano riusciti nello scopo.

Candidata a tormentone dell’estate 2013, non a caso, una memorabile canzone che ha come ritornello “che vita di merda” e forse Levante, la cantante-autrice, ha colto nel segno molto più di tanti Soloni delle rubriche Costume e Società.

Il Presidente del Consiglio è Enrico Letta, uno così misurato che quando ha detto “poteva andare tutto in vacca” i cronisti hanno disquisito per giorni di una tal rudezza di linguaggio; per fortuna il Papa sembra intenzionato a scuotere un po’ il suo ambiente buttando lì dichiarazioni promettenti, ma da quella parte del Tevere di solito le novità arrivano quando non sono più tali. Va detto però che almeno loro sono riusciti a sostituire un dimissionario con un nuovo eletto, in Italia dopo l’anziano Presidente in scadenza di mandato si è eletto….un anziano Presidente con Continua a leggere

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Togliamo il disturbo

 

La-bottega-dei-suicidi-Poster01-wpcf_180x255Una primavera da spararsi, una crisi che uccide, un clima politico e sociale da coltelli: qualcuno evidentemente prende queste parole alla lettera, così ogni giorno leggiamo dell’artigiano che si è impiccato perché strozzato dai debiti, del disoccupato che si dà fuoco o del pensionato che si butta dalla finestra della casa che teme di veder sequestrata.

 

Un fenomeno in crescita che unisce l’Italia più di una partita della Nazionale: in prevalenza maschi, i membri di questo tragico club si trovano sia fra i sottoccupati del Sud sia fra gli operosi imprenditori del Nord-Est, passando per quasi tutte le regioni: ed ora vediamo come siano riduttive, banali ed insufficienti, queste categorie geografiche superate dalla crisi che morde tutti quanti.

A conferma di un disagio collettivo nettamente percepibile, abbiamo anche un’impennata nel consumo di antidepressivi: in pochi anni, il Belpaese scopre di avere una popolazione fragile, insicura, incapace di vedere il futuro.

Politicamente disastrati, socialmente disagiati, culturalmente impoveriti e personalmente frustrati: così appaiono oggi gli italiani, e probabilmente non stanno molto meglio gli altri cittadini comunitari, mentre l’unica ideologia che ci unisce è quella del pareggio di bilancio a tutti i costi, quell’austerity che tanto sta costando alle famiglie europee, specialmente a quelle dell’area mediterranea.

Ormai giunti al terzo anno di rincorsa frenetica al contenimento del deficit, di tagli alla spesa che non hanno guardato in faccia nessuno, e quindi hanno pesato Continua a leggere

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Dove sarà

Arriva anche in Italia Proximo, un sistema di controllo utile per non perdere gli oggetti di valore. In pratica un dispositivo che, collegato ad un’applicazione sul cellulare, può segnalare quando ci si allontana troppo dai nostri amati beni.
In qualche modo è una buona notizia per chi perde continuamente le cose, anche di valore: ma per i distratti seriali poterne controllare “soltanto” cinque potrebbe essere ancora poco.

Le cose che lasciamo parlano di noi, forse ancora più di quelle che ci restano; poco importa che non fosse un gesto voluto, né tantomeno previsto, quello di abbandonare il cellulare al bancone del bar o smarrire chissà dove la chiavetta con le foto più amate.
Non volevamo perderle e non volevamo perdere il tempo e l’energia che abbiamo speso nel cercarle; non volevamo eppure lo abbiamo fatto, e lo rifaremo ancora e ancora. E chissà chi starà portando quegli occhiali da vista lasciati a teatro, e chi avrà al polso quell’orologio che non potremo mai più permetterci di ricomprare.

I freudiani parlano di amnesie volute, di atti mancati che sì, complicano la vita, ma anche danno sfogo ad un troppo intenso carico di emozioni, a vissuti… (leggi tutto)

Bruna Taravello per ClicMedicina

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Speranze perdute

elezioni3A che cosa stavate pensando, mentre andavate a votare? Quali speranze, ricordi, illusioni hanno alimentato la vostra scelta elettorale?
Sicuramente avete, come la stragrande maggioranza degli italiani, votato qualcuno perché detestate quell’altro, che di certo è suo nemico, oppure avete dato voce alle vostre istanze più nascoste e scarabocchiato furtivi un insulto o scelto un simbolo che mai, mai ammetterete di aver votato quando gli amici ne parleranno. Potreste anche aver scelto sulla base delle comparsate in tivù o dei programmi che i candidati vi avranno ampiamente illustrato, ma non temete: avete sbagliato comunque.

Non ci sono storie, non ci sono ragionamenti che tengano: abbiamo sbagliato tutti. Chi ha scelto il passato ha sbagliato perché ha dato fiducia a chi non meriterebbe neanche di avere in custodia il cane per un quarto d’ora, figuriamoci il Paese. Chi invece ha preferito l’alternanza di Governo ha sbagliato, perché ora è evidente che le (poche) idee mostrate in campagna elettorale erano lacunose, velleitarie e parecchio pelose.
Quelli che hanno optato per una continuità rispetto all’ultimo Governo hanno sbagliato perché non hanno creduto nel progetto vincente, e la maggioranza che ha scelto un voto di rottura con i vecchi schemi ha di fatto deciso la situazione di stallo in cui ci siamo infilati, anche grazie alla naturale incapacità di tutti gli attori riuniti sulla scena.

Ora gli italiani sono nella situazione disperata di chi, dopo un brutto incidente, chiede soccorso ai passanti sperando che non capiti proprio un ladro che si acchiappa le borse e non chiama neanche l’ambulanza. Ma non basta affidarsi ad un, per quanto onesto, volenteroso sconosciuto. Per essere salvati, per poter ripartire, ci vogliono un medico che controlli le ferite, un infermiere in grado di fasciarle ed un buon meccanico Continua a leggere

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Testi d’Amore

innamoratiA che cosa pensate, quando sentite avvicinarsi San Valentino? Ad una festa in maschera, perché tanto è tutta finzione, ad una serata bollente con oggettistica inconsueta, ai vostri amici che si staranno scambiando sguardi maliziosi mentre voi camminate sotto la pioggia con il vostro cane?

Se la risposta è la terza, la seconda o la prima…..è tutto normale, rientrate comunque nei grandi numeri dei guru del marketing, e consumerete, consumerete in ogni caso, sia che viviate una favola d’amore sia che stringiate i denti aspettando che passi la crisi (per potervene andare di casa).

Ma dell’amore vero, che non si risolve nell’App romantica da mandare al partner, e neanche nel matrimonio da favola dove ormai di favoloso gli invitati vedono solo il costo (per vestiti, scarpe, regalo e nella malaugurata ipotesi si aggiunge pure la festa di addio al celibato) pare essersi persa la traccia.

Eppure la relazione che nasce tra due persone che hanno inizialmente condiviso affinità, provato empatia e poi altre più profonde emozioni, per sfociare in un sentimento persistente che riesce a coinvolgere testa, cuore e pancia in una sorta di miracolosa scrittura a due è la cosa più ardentemente ricercata in ogni angolo del mondo. Per fortuna, talvolta cade addosso anche se non era proprio quello che Continua a leggere

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