I corpi degli atleti olimpici sono in vendita: evviva!

Inevitabili le scomposte reazioni di gioia nel sentire questa notizia, ma il fatto che fosse pubblicata dal serissimo Financial Times doveva già far nascere qualche dubbio: no, probabilmente non potremo comprarci le gambe della Piccinini o i pettorali di Luca Dotto. In effetti è arrivata subito la conferma dal sito daily.wired.it che non si trattava di un gustoso gossip, di quelli che abbondano ai margini dei villaggi olimpici, ma di un’interessante e seria novità.

Alcune grandi aziende operanti in campo sanitario e scientifico hanno ottenuto il permesso di monitorare in tempo reale tanto le prestazioni quanto le reazioni chimiche e fisiche degli atleti della delegazione statunitense a Londra. Saranno registrati, grazie ad innovativi strumenti creati per l’occasione, i diversi livelli delle sostanze che il corpo produce nei vari momenti, sia sotto sforzo che a riposo, in modo da ottenere una vera e propria mappa fisiologica dell’atleta. Tale mappa sarebbe poi un punto di partenza preciso e puntuale da cui partire per integrare nel momento e nel modo corretto i cali fisici e atletici là dove e quando si verificano. Le numerose aziende coinvolte nel progetto, sia farmaceutiche sia biomedicali, in cambio della messa a disposizione al team americano dei dati ottenuti, avranno la possibilità di utilizzarli per produrre e commercializzare preparati e strumenti creati ad hoc e che (leggi tutto)

Bruna Taravello per ClicMedicina

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