Bambine e non solo

Chiara ha quasi otto anni, è allegra e vivace e ha davanti a sé un’aspettativa di vita di circa ottant’anni.
Anche Francesca è una bambina sana e contenta, ha quattro anni e anche lei può aspettarsi di vivere un’ottantina di anni ancora; ma tra loro ci sono delle differenze.

Chiara infatti è nata nel 2004; fino a quell’anno l’allungamento della vita media coincideva con l’aumento dell’aspettativa di vita sana, un aspetto forse ancora più importante della durata stessa.
Francesca invece, nata nel 2008, subisce il drastico peggioramento dell’aspettativa di vita sana in Italia; quindi se nel 2078 Chiara potrebbe ammalarsi, già nel 2069, cioè a soli 61 anni, la qualità della vita di Francesca potrebbe essere crollata.

Non stiamo dando numeri a caso, né ovviamente vorremmo essere i menagrami di turno: è la lettura dei dati Eurostat recentemente diffusi che inevitabilmente porta a fare alcune considerazioni. Innanzitutto, una prima lettura ottimistica, confermata tra l’altro da analoghi dati Istat: siamo uno dei popoli più longevi al mondo, ed i primi in Europa. I centenari sono oltre 17000, e la nostra salute sembra migliorare di anno in anno, di pari passo con l’allungamento medio della vita.

Esiste però un secondo rapporto, sempre della stessa fonte, che evidenzia in maniera inequivocabile come sia invece calata negli ultimi anni l’aspettativa di vita sana; per la precisione fra il 2003 ed il 2008 si sono persi circa 10 anni di salute, mentre si sono guadagnati 15 mesi di puro e semplice allungamento della vita. In pratica, le nonne di Chiara e Francesca hanno avuto il tempo di vedere la propria aspettativa di vita allungarsi e nel contempo si stanno rendendo conto che le possibilità di vivere in salute ancora a lungo sono in realtà diminuite. E non a caso parliamo di bambine, di nonne: è infatti il sesso femminile quelllo che vede un peggioramento più drastico nel proprio futuro sanitario.

Si tratta di un dato assolutamente preoccupante, che dovrebbe essere attentamente valutato poiché in realtà fotografa una situazione che è sotto gli occhi di tutti: ci sono sempre più persone malate, e molto spesso in età ancora giovane, o comunque “produttiva”.

Ce lo spiega bene Valerio Gennaro, epidemiologo ricercatore dell’Ist da circa trent’anni: “si percepisce un peggioramento nella qualità di vita delle persone, un peggioramento di tipo sanitario, intendo… (leggi tutto)

Bruna Taravello per ClicMedicina

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