Ma che Grillo ti prende?

Provo un forte senso di disagio, devo ammetterlo, nel leggere i commenti nel blog di Beppe Grillo. Un forte, crescente senso di disagio.
No, non è solo per la sparata odierna sulla cittadinanza ai bambini, figli di stranieri, che nascono in Italia. È che vedo proprio, da qualche tempo, come un’involuzione, dapprima strisciante poi sempre più esplicita, sia nei post, sia nei forum a seguire, sia nelle frasi ad effetto che Beppe spara in bella evidenza.
Non sto parlando di una persona che trattavo con le molle: il link al suo blog è nel mio sito, ho seguito quasi tutte le edizioni dei suoi spettacoli ed ho accolto come un’ottima notizia la nascita del Movimento Cinque Stelle. Mi sono trovata a difenderlo contro chi diceva che distruggeva senza proporre, chi lo criticava per lo scarso calore umano e chi rimpiangeva il suo passato di comico divertente-e-basta.
Ma ora mi accorgo di non condividere quasi più niente dei giudizi taglienti che con sicumera elargisce su ogni argomento, ovviamente senza mai essere sfiorato dall’ombra di un dubbio o dal sospetto di una diversa possibilità. Ed è proprio questa certezza assoluta su ogni argomento, questo tono da profeta che vede oltre, a mettere a disagio anche i suoi più tenaci sostenitori.
Tanto per capirsi: i politici sono tutti ladri e lì non siamo stati noi che li abbiamo messi (e questo è verissimo) ma il governo Monti è peggio ancora perché questi non sono neanche politici e si occupavano di altro fino a poco fa. Prima contraddizione: se vogliamo che la politica non sia più, appunto, una professione, probabilmente dovremo farci una ragione del fatto che i nuovi eletti svolgano un altro lavoro… o ci saranno gli elenchi delle professioni gradite? (Comici liguri e giovani disoccupati sembrano essere in pole, finora).
Ma continuiamo a pescare a caso dal sito: i sequestri anti evasione fiscale non beccano mai dove dovrebbero, ed ovviamente i grandi centri di potere sono altrove (mi sembra di averlo già sentito, a voi no?)
Un bambino che nasce qui è giusto che a 18 anni anche se va a scuola e si sente italiano debba fare la fila per il permesso di soggiorno, e che diamine mica saremo dei buonisti rincoglioniti.
Il programma Serpico per incrociare i dati bancari con le dichiarazioni dei redditi è un’ignobile violazione della privacy di noi contribuenti (singolare paranoia da vecchietta della middle class, va detto) e poi andrà a pescare solo i pesci piccoli che usano ancora il conto corrente. Per chi ricorda le sue invettive di qualche tempo fa contro corruzione ed evasione diffuse questa è una vera sorpresa, ma non basta ancora perché si scaglia anche contro Roberto Saviano, reo di giocare per Endemol e contro Pisapia, chiamato Pisapippa all’indomani del suo trionfo elettorale.
Ancora su Monti, che viene raffigurato sempre come un vampiro con i canini sporchi di sangue, è impressionante la concordanza di giudizio con quella di Sallusti sul Giornale, e per carità non è che Sallusti non possa ogni tanto azzeccarne una (beh, in effetti non è frequente, diciamo) ma in ogni caso non ne andrei così orgogliosa.
Insomma, ci viene da chiedere a Beppe un minuto di silenzio, un istante di riflessione, una pausa di raccoglimento per noi.
Noi pesci piccoli ma onesti, noi che gratta gratta siamo buonisti, noi che non possiamo permetterci tanta filosofia e neanche aspettare una grande rivoluzione, democratica o no che sia, perché questo mese ci scade il bollo ed il prossimo dobbiamo calcolare l’Imu.
Noi vorremmo sentire qualche proposta, fare insieme dei progetti, sapere che, anche in un mondo immensamente e profondamente ingiusto quale è questo, c’è una maniera per capire, per separare le cose che ci danno una speranza da quelle che, semplicemente, non servono.
Qualcuno che promette sogni senza curarsi dei sognatori, non ci serve.
Qualcuno che vede sempre altrove il cuore del problema, non ci serve.
Qualcuno che spara su tutto quello che si muove, non solo non ci serve: ci uccide.

Bruna Taravello

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