La coppia più bella del mondo.

Che la famiglia italiana fosse in crisi nessuno sentiva il bisogno di ribadirlo: potremmo dire che lo è ormai per definizione. Crisi dei valori, crisi delle figure di riferimento, crisi del sistema sociale che sulla famiglia è basato; eppure ad aggiungersi a questo bel quadretto ora c’è anche – e poteva mancare – una conclamata crisi della sessualità fra le lenzuola del corredo. A volte, di un corredo appena uscito dal baule.

L’Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami) ha pubblicato in collaborazione con la Società Italiana di Andrologia uno studio dal quale risulta che, nel nostro Paese, il 20% delle separazioni è dovuto ad una scarsa, se non inesistente, attività sessuale all’interno della coppia. Sempre secondo questa ricerca, alla quale ha collaborato anche il Censis, ben il 70% di questi casi di notti “bianche” sarebbero da imputare al maschio, che pare abbia di gran lunga superato la propria partner nello scovare mal di testa strategici e ipotetici “problemi in ufficio” grazie ai quali girarsi placidamente a pancia in giù nel lettone. Ovviamente resiste sempre un 30% di mogli ben liete di saltare a piè pari questa gravosa parte della vita di coppia, ma la domanda che evidentemente sorge è: perché? I matrimoni “bianchi”, si legge in questa ricerca, non sono solo quelli di lunga data, o comunque non sono certo i più numerosi: già durante i primi sette anni, a quanto pare, si assiste ad un drastico ridimensionamento dell’attività sessuale.

Si potrebbe essere tentati di addossare la colpa di questa astenia ai pesanti impegni che caratterizzano spesso proprio i primi anni di un’unione: bambini piccoli, doppio e triplo lavoro, difficoltà finanziarie e lavorative, specialmente per le donne. Purtroppo, a quanto pare, non.. (leggi l’articolo)

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