Genova e le Lucciole – Una Storia D’Amore (?)

Che la prostituzione a Genova fosse una tradizione ce lo aveva già insegnato Fabrizio de André; nel 2008 lo aveva confermato – caso mai ce ne fosse stato bisogno – un’ inchiesta di Repubblica che aveva stimato un giro d’affari cittadino di 30 milioni all’anno, confermandone la vocazione.

Ora la sindaco Marta Vincenzi (centrosinistra) ha emesso un’ordinanza, fortemente voluta dall’assessore alla Sicurezza Francesco Scidone, dichiarando che la città non ce la fa più a reggere l’impatto con quest’ esercito di lucciole che richiamano, ovviamente, altrettanti clienti. Da venerdì scorso sono quindi vietati gli abbigliamenti troppo provocanti, i saluti alludenti appunto alle prestazioni sessuali offerte e le contrattazioni sui prezzi (proprio a Genova!); sono vietate inoltre ai conducenti dei veicoli manovre pericolose o di intralcio al traffico allo scopo di avere contatti o informazioni relative ai servizi offerti. Le sanzioni previste sono di 200 Euro per il cliente e 150 per la prostituta, somma che quest’ultima può evitare di pagare se sceglie di aderire ad un programma contro la tratta, che sarà finanziato proprio dai proventi di questa ordinanza.

Da Cornigliano a Sampierdarena, in particolare, ma anche nella centrale zona di Carignano, nella notte tra giovedì e venerdì maxi pattuglie a presidiare e controllare, anche se si è scelta la via della tolleranza almeno nelle prime fasi (anche perché i mezzi a disposizione sono parecchio limitati). Nei vicoli invece, dalle parti di Bocca di Rosa più che della marocchina Ruby, che a quanto si dice in città praticava nel cuore della City e non là “dove il sole non dà i suoi raggi” gli effetti pare si siano sentiti di più. Le prostitute hanno prima manifestato davanti al palazzo del Comune, esponendo ombrellini rossi a coprire il volto, poi scelto la via della riservatezza, tipicamente ligure, adottando abbigliamenti quasi castigati ed un dignitoso silenzio. Persino i travestiti del ghetto hanno preferito tenere i piedi all’interno dei loro “bassi” protetti da tendine facendo solo mestamente capolino.

I clienti, però, spaventati dalla possibilità che la multa venga recapitata a casa, in questi giorni sono rari e furtivi, e rinunciano al bunga bunga: senza auto blu’ né agenti di scorta a disposizione potrebbero sembrare, che so, semplici puttanieri.

Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Politica e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>