“Da grande voglio fare il cuoco”: la cucina genovese fra mestiere e tradizione, il lavoro più ambito


PestoIn principio erano Bergese con il Ristorante La Santa, nel Centro Storico, aperto nel secondo dopoguerra, e più recentemente Angelo Paracucchi, che nel 1976 con la sua Locanda dell’Angelo ad Ameglia, nell’estremo levante ligure, salvò quasi letteralmente le sorti della cucina italiana che in quegli anni era completamente appiattita su standard internazionali che rischiavano di cancellarne ogni ricchezza. Stiamo parlando di cuochi, grandi cuochi per l’esattezza, e di una cucina, quella ligure, che si pretende sempre di aver riscoperto ma che alla prova dei fatti a livello nazionale è spesso trascurata se non per l’immancabile binomio pesto- trofie.
Ciò nonostante, anche se non ci sono più in Liguria i grandi Maestri della cucina italiana (ma domani, chissà), resiste per fortuna la consapevolezza di quanto è stato fatto e ottenuto in questi ultimi anni da una ristorazione sempre più preparata e attenta.
Poche sorprese, comunque, dall’uscita annuale delle Guide Gastronomiche più note, la Michelin 2015 e quella ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso, dove il nostro territorio è presente ma non particolarmente blasonato, anzi: a causa del trasferimento da Nervi ad Arenzano del Ristorante “The Cook”, è andata persa l’unica stella Michelin (vai all’articolo)

Bruna Taravello per EraSuperba

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Ad un passo da Gerusalemme: si avvicina l’ultima tappa del lungo viaggio del Capitano


bicicletta-alessandro-zeggioIl Capitano Alessandro Zeggio è arrivato in Israele, la missione è a un passo dal compimento. Alessandro è partito da Genova lo scorso settembre per raggiungere Gerusalemme in bicicletta, un’avventura che abbiamo seguito pedale per pedale. A noi forse è sembrato un attimo, in realtà Alessandro è in viaggio da quasi due mesi. In tutto, dalla partenza, finora ha macinato 3600 km, e avrebbero dovuto essere 200 in più nella parte più a sud della Turchia, se la guerra non ci avesse messo lo zampino. Era entrato nella Repubblica Turca il 5 ottobre, con parecchi timori, in parte giustificati. Intolleranze religiose, culturali, percorsi insidiosi in mezzo a montagne desertiche dove potevano nascondersi predoni e soprattutto cani, branchi di cani randagi numerosi e spesso molto, molto minacciosi.

Non tutti i timori però si sono trasformati in realtà. Al posto dei predoni Alessandro ha incontrato persone meravigliose alle quali si è subito sentito come unito da un filo di grande umanità e voglia di capire e conoscere; i cani invece sì, quelli c’erano e in più c’era anche tanto e ostinato vento contrario. Poi l’arrivo a Istanbul coincidente con il terribile giorno dell’alluvione a Genova, con le notizie che si rincorrevano sull’allerta meteo che non finiva, i danni da contare, la città sotto choc: tutto questo ha fiaccato parecchio l’entusiasmo di essere giunto ad una tappa fondamentale del viaggio. Anche le amiche genovesi volate per condividere la visita della città (fra queste anche la nipote del Capitano, Anna D’Albertis) pur festeggiando Alessandro non erano certo nello stato d’animo più adatto per farlo.
Adesso ci risiamo. Alessandro si avvicina a Gerusalemme per la tappa conclusiva e per le strade di Genova torna l’incubo alluvione, Allerta 2, ancora una volta. Da laggiù il Capitano fa gli… (vai all’articolo)

Bruna Taravello per erasuperba.it

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Da Genova a Gerusalemme in bicicletta, l’ultima avventura del “Capitano” Alessandro Zeggio


Alessandro ZeggioLo hanno già ribattezzato “Il Capitano” e se vi occupate di biciclette, o di mobilità sostenibile nella città di Genova, quasi sicuramente avrete già sentito parlare di lui. Si chiama Alessandro Zeggio, è un meccanico Amt e per onorare il suo nome di battaglia dedicatogli dagli amici ciclisti della Fiab-Genova ha deciso di lanciarsi in una nuova sfida. Questo dopo gli exploit dello scorso anno, che prima lo videro partire da Genova con destinazione Moncalieri, a ripercorrere con la pieghevole il viaggio che il Capitano Enrico Alberto D’Albertis fece per scommessa (o per sfida) in sella al suo velocipede e poi nell’autunno da Londra a Roma, pedalando lungo la via Francigena. Quest’ultimo, ci ha raccontato Alessandro, è stato un momento molto importante perché «più che un viaggio è stato un itinerario spirituale, quasi un  pellegrinaggio laico ma in ogni caso un’esperienza fortissima, che ancora mi fa venire gli occhi lucidi se penso a quando sono arrivato a Roma». Continua a leggere

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Genova a luci rosse. Quando il sesso è divertimento, fra locali e scambi di coppie


luci rosseChe come città sia un mortorio, chi scrive su Genova se lo sente ripetere talmente tante volte che inevitabilmente alla fine questo concetto diventa la base di partenza per ogni ulteriore valutazione. In effetti non si può certo parlare della Superba (ma a dire la verità neanche del resto della Liguria) come di un crocevia del divertimento, tantomeno come luogo di tendenza delle notti estive.

Anche i turisti che arrivano a Genova e scelgono di fare una vacanza in una città d’arte, ospitati da una regione dalle bellezze naturali ben conosciute, forse apprezzano che non sia abitudine tirar mattina in branchi festanti e rumorosi, poiché la principale attrattiva resta il mare con i Continua a leggere

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Luci sui Forti

86_eroica_boulevard_2014_locandinaEsordio positivo, venerdì sera, per la seconda parte della rassegna “Luci Sui Forti 2014″ ambientata, dopo il forzato stop dello scorso anno, nel Parco di Villetta Dinegro, appena restaurata.

Si era partiti il 26 giugno con lo spettacolo ” Sogno di una notte di mezza estate” tratto dalla commedia di W. Shakespeare e messo in scena dagli attori della scuola di recitazione “La Quinta Praticabile”.

Venerdì invece il debutto era per ” Eroica Boulevard” della Compagnia “Gli amici di Jachy” ormai una costante di questa interessante rassegna arrivata al 26° anno, e che nell’ultima edizione, quella del 2012, ebbe come cornice la Lanterna.

Questa piéce teatrale ha la stessa struttura alla quale il teatro all’aperto di Paolo Pignero, il regista, ci ha ormai abituati: pubblico suddiviso in gruppi, spettacolo itinerante, un attore – Cicerone che accompagna attraverso la location, interpretando un personaggio e contemporaneamente fungendo da anello di raccordo fra il pubblico e la rappresentazione.

Il periodo che la sceneggiatura di Anna Maria Sdraffa e Giulia Bruzzone rievoca è quello dei primi anni del ‘900, dai toni tragici della Continua a leggere

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Erasmus a Genova: come si trovano gli studenti stranieri? Quali sono i servizi offerti?

Piazza CaricamentoLa bellezza della città aiuta a superare le prime diffidenze, così come il lavoro di accoglienza opera del Gruppo Erasmus Genova. Ascoltiamo studenti e operatori per capire quali sono i punti di forza e quali gli aspetti ancora da migliorare per “investire” sui circa 500/600 studenti stranieri che ogni anno scelgono la nostra città

Il Servizio di leva obbligatorio è stato abolito, le case chiuse sono illegali e comunque servono molto più a distinti padri di famiglia che non a giovani sessualmente inesperti; anche avere l’agognato primo impiego che faccia da spartiacque fra il prima ed il dopo è diventato un sogno impossibile, visto che precario e provvisorio sono i due aggettivi più comunemente accostati al lavoro.

E allora, quale è il rito rimasto ai ragazzi degli anni ’90 e 2000 per dire di essere diventati grandi? Senza dubbio  il viaggio, il viaggio da soli, ed in particolare, e soprattutto, il Progetto Erasmus. Tutti coloro che sono stati, saranno o sono ospiti di un paese che aderisce a questa iniziativa dividono la propria vita fra il “prima” ed il “dopo” averne Continua a leggere

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Homeless a Genova: le strutture di accoglienza e il lavoro delle associazioni per i senza tetto


Sono chiamati “invisibili”, la sera per dormire si allungano su due cartoni con una tendina dell’Ikea per coprire il viso. Fanno la coda alla porta degli ostelli con il buono della Caritas in mano. Spengono la luce quando chiudono gli occhi, l’alcool aiuta ad addormentarsi meglio e in minor tempo. Dopo i tristi episodi di cronaca delle scorse settimane, con le immagini dell’aggressione avvenuta a Genova ai danni dei quattro clochard in piazza Piccapietra che hanno fatto il giro del web, i senza tetto a Genova sono finiti improvvisamente sotto i riflettori, loro che ai riflettori non sono certo abituati.

Ma dove sono, quanti sono e dove vanno, gli homeless che gravitano nella nostra città? A questo proposito, la Comunità di Sant’Egidio distribuisce gratuitamente l’ultima edizione dell’utilissima guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi 2014“, praticamente la Michelin dei senza tetto, che segnala a Genova, oltre a Continua a leggere

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Boschi Superbi, il territorio boschivo genovese: gestione, manutenzione e valorizzazione

Il progressivo abbandono del territorio è la piaga da arginare. La Regione grazie alla Banca della Terra incentiva l’utilizzo dei terreni a vocazione agricola abbandonati o sottoutilizzati. Ma se per i proprietari terrieri le norme sono severe, per i boschi pubblici meno strategici arriva l’affido a privati per lo svolgimento di attività da iscrivere alla Camera di Commercio

Forse non sarà il Wienerwald, il “polmone verde di Vienna” con i suoi 6000 chilometri di ampiezza, ma si tratta comunque di un’area boschiva di tutto rispetto. Parliamo della nostra cintura verde, i boschi di Genova, la macchia mediterranea in riviera, alternata a pinete che nelle zone interne diventano bosco misto e poi faggete; foreste, talvolta anche molto fitte e scoscese, popolate principalmente da cinghiali che si spingono anche entro l’area urbana genovese.  Ma si possono incontrare anche i caprioli, specialmente in Val Trebbia e nella Valle Stura, e i lupi in Val d’Aveto o Val Graveglia. Un patrimonio verde significativo di cui andare orgogliosi, da conservare e valorizzare.

Dalle attività agricole ai “boschi deboli”

L‘ultimo censimento Istat dell’agricoltura (2010) ha fotografato per la provincia di Genova una riduzione del 40% del numero di imprese agricole rispetto al precedente del 2000 (anche se gli occupati nel settore negli ultimi anni sono in crescita e diminuisce l’età media dei conduttori, ndr); questo progressivo abbandono ha rappresentato un danno Continua a leggere

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Un ricordo nell’occhio

lucyNel web sta girando una vecchia striscia dei Peanuts, c’è Linus che chiede a Lucy: ma piangi? E lei: no, mi è entrato un ricordo nell’occhio.

Probabilmente sara’ arrivata a anche a voi e probabilmente vi avra’ strappato un sorriso intenerito. Ammettere di indugiare ogni tanto nei ricordi, ed ancor piu’ ammettere che questa cosa a volte fa piangere non e’ considerato un atteggiamento particolarmente glamour, a meno che non facciate parte di quella fascia di social addicted che i sentimenti non li prova, li pubblica.
Detto questo, e ricordando che siamo nel punto peggiore delle feste natalizie, quando i pranzi, i veglioni ed i raduni familiari tanto temuti sono ormai incombenti, presentarsi malinconici e con l’occhio rosso non è proprio ragionevole (ma puo’ essere inevitabile) quindi ecco alcune rapide regole per emanare festosa rassegnazione e dignitosa tristezza fra bollicine e cappon magro.
Dunque, innanzitutto il cinema vi puo’ dare una bella copertura: andate a vedere film impegnativi e al limite deprimenti, evitando i cinepanettoni e derivati vari (tanto vi abbatterebbero ancora di più). La programmazione del momento aiuta, questo vuol dire che si tratta di un bisogno diffuso. Consiglio Still Life di Uberto Pasolini: bellissimo e molto poetico, ma un tantino Continua a leggere

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La Grande Fuga

escapeAscolto solo le ultime parole, “per non commettere un terribile errore che segnerà per sempre…” e spengo la tivù. L’identico, contemporaneo gesto compiuto certamente da altre migliaia di italiani, ormai quasi assuefatti ad ogni nefandezza ma che ogni tanto, purtroppo solo ogni tanto, sentono davvero colma la misura della sopportazione, delle forze, dello sdegno.

Ogni cosa, peraltro, è già stata detta, ogni commento già fatto ma, imperturbabile, una buona parte di elettorato dichiara, nelle intenzioni di voto, che sì, sceglierebbe lui, l’uomo senza pudore ed ancor più scarsa dignità.

Quindi, a nulla vale scandalizzarsi, stracciarsi le vesti, gridare allo scandalo: per incapacità altrui o per doti ipnotiche proprie, l’immarcescibile leader di una certa destra briga, preme, insulta: che sia la grazia da non chiedere ma da pretendere, che sia la revisione del processo, che siano i giudici corrotti fa apparire quale unica emergenza italiana il proprio, personale declino.

Purtroppo si, il declino di quest’uomo si potrebbe anche paragonare a quello del nostro paese o comunque a qualsiasi cosa si stia trascinando verso il tracollo definitivo. La verità è che siamo noi che stiamo crollando, proprio come sistema sociale; i vincoli finanziari imposti dall’Europa sono solo lo specchietto dove si riflette un’economia stagnante, incapace di sviluppo Continua a leggere

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